07/10/2016

L'Umberto I alla 86a edizione Fiera del Tartufo bianco di Alba

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     Anche quest’anno, con l’arrivo dell’autunno, è giunta puntuale la più importante manifestazione del comprensorio delle Langhe nella quale, per otto settimane, si avvicenderanno eventi culturali, degustazioni, mostre, manifestazioni folcloristiche ed attività varie che faranno da corona all’affascinante mondo del Tuber Magnatum Pico e del vino.
La cerimonia di apertura della 86a edizione della Fiera Internazionale del Tartufo bianco d’Alba, in programma dal 7 ottobre al 27 novembre, è iniziata con l’incontro delle autorità al teatro sociale Busca di Alba e si è poi spostata al padiglione della fiera dove il Presidente del Senato della Repubblica Italiana, Pietro Grasso, ha tagliato il nastro. 

     Il Presidente Grasso ha visitato vari stand degustando gli inimitabili prodotti ed eccellenze del territorio delle Langhe e del Roero. Una gradita sosta, stando alle affermazioni dello stesso Presidente, è stata allo stand del nostro Istituto dove, soffermandosi a bere un buon bicchiere di Barolo, non ha esitato ad incoraggiare gli allievi a studiare per proteggere e valorizzare il territorio e i suoi squisiti prodotti agroalimentari. Qui il Dirigente Scolastico Antonella Germini, insieme al sindaco della città di Alba Maurizio Marello e al vice ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Andrea Olivero hanno sottolineato l’importanza della Scuola Enologica, le varie attività intraprese e l’impegno dei ragazzi nell’allestimento e nella presentazione dei vini (una vera e propria lezione di marketing).

     In questa edizione la Scuola Enologica di Alba ha inoltre promosso una iniziativa di solidarietà esponendo, tra i vari vini D.O.C e D.O.C.G di cui si fregia, un Dolcetto con una etichetta disegnata dagli stessi allievi il cui ricavato sarà interamente devoluto alle popolazioni del centro Italia colpite dal sisma del 24 agosto scorso. 

L’etichetta mostra un intreccio di tre lettere A che rappresentano le iniziali dei tre comuni maggiormente danneggiati dal terremoto: Amatrice, Accumuli e Arquata del Tronto. Delle tre lettere quella centrale è la più grande perché indica anche la lettera iniziale del comune di Alba che abbraccia simbolicamente le altre città distrutte dal terremoto. La prof.ssa Germini auspica che la scuola  possa confermarsi e crescere come fiore all’occhiello del territorio albese e non solo.